Quando siete in difficoltà respiratoria durante uno sforzo fate dei lunghi respiri? Ecco, non abusatene. Se quest’azione vi può aiutare dal punto di vista psicologico, dal lato prestativo vi penalizza. Vediamo il perché.

Dall’ interessante libro di Patrick McKeown “OXYGEN IL POTERE DEL RESPIRO” ho voluto riportarvi alcuni spunti che nel manuale vengono ampiamente trattati con svariati esercizi pratici da associare durante la lettura. Il metodo si basa sul fatto che respirando troppo e soprattutto con la bocca, viene espulsa un’alta quantità di anidride carbonica che è invece fondamentale durante l’attività fisica.

Perchè? Quali sono le sue funzioni?

  • Estrae l’ossigeno dal sangue utilizzato dalle cellule (l’emoglobina alla quale è legato l’ossigeno, lo rilascia in presenza di anidride carbonica).
  • Dilata la muscolatura liscia delle vie aeree e dei vasi sanguigni (tutti noi nel gonfiare un palloncino o un materassino abbiamo avuto dei capogiri, dovuti alla restrizione dei capillari e quindi a un minor afflusso di ossigeno al cervello, dato dalla diminuzione di anidride carbonica).
  • Regola il PH nel sangue.

I respiri più lunghi che vengono fatti durante l’attività motoria non aumentano l’apporto di ossigeno, anzi lo diminuiscono.

Siamo venuti a conoscenza quasi tutti, a causa del Covid-19, dei saturimetri e della saturazione dell’ossigeno nel sangue (SpO2).

Questa si trova normalmente già tra il 95 e il 99%, pensare di respirare di più per ossigenarci quindi non ha senso. Non potremmo pensare di poter essere sempre al 100% di SpO2 altrimenti il legame tra globuli rossi (emoglobina) ed ossigeno sarebbe troppo alto e lo scambio di ossigeno sarebbe ridotto. Bisogna comprendere che più è alta la concentrazione di anidride carbonica e più facilmente l’ossigeno verrà ceduto dal sangue alle cellule del corpo (effetto Bohr, dal nome del fisiologo danese che scoprì questo fenomeno).

Per questo, quando ci troviamo in carenza di ossigeno e ventiliamo troppo velocemente e superficialmente, attraverso la bocca, ci stiamo privando ancor di più di questo gas così importante.

Ci saranno sicuramente dei momenti in cui la richiesta è talmente intensa che respirare solo con il naso non sarà più sufficiente, ma prestando attenzione durante la quotidianità questi momenti risulteranno assai rari.

Come dicevo durante l’introduzione, all’interno del libro, ci sono test per valutare l’attuale volume respiratorio e altre strategie che, anche per chi soffre d’asma potrebbero risultare utili.

Per chi già abbia letto qualcosa del metodo Buteyko sempre sulla respirazione, troverà delle analogie, essendosi, l’autore, formato sotto la guida del professore russo.

Un’altro piccolo pezzo del puzzle per gli sportivi e non, che mi è parso interessante introdurvi brevemente, essendo la respirazione uno dei fattori che condizionano maggiormente la nostra vita. Potremmo sopravvivere molti giorni senza mangiare, pochi giorni senza bere ma solo pochi minuti senza respirare.

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BUON ALLENAMENTO (respirando col naso) A TUTTI!!